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Il Fondo Remo Ceserani: la biblioteca internazionale di un grande comparatista.

Scheda a cura di Enrico Fantini

Remo Ceserani (1933-2016), laureato all’Università di Milano, si addottora all’Università di Yale sotto la direzione di René Wellek, per poi ricoprire il ruolo assistente alla cattedra di Letteratura italiana che fu di Mario Fubini alla Scuola. Il Fondo librario è stato donato alla Biblioteca della Normale a un anno dalla scomparsa del critico, nel 2017.

Ceserani occupa un posto di rilevo nella storia della critica letteraria italiana (e in particolare della comparatistica) per la vastità storica nonché geografica dei suoi interessi. I volumi conservati nella sua biblioteca testimoniano l’ampiezza degli ambiti di ricerca toccati nella sua carriera di studioso. Una vastità che tuttavia sapeva coniugarsi con la rilevanza dei temi, rifuggendo così dalla ricerca minuta o erudita, alla scoperta dei nodi culturali più significativi di un’epoca. Stupisce in tal senso la collezione di saggi di argomento biblico (per lo più veterotestamentario) di area anglosassone, nonché varie edizioni di Bibbie, Vangeli e commentari, che testimonia la volontà del critico di andare al fondo delle radici culturali del mondo occidentale. All’altro capo cronologico sono poi da menzionare per importanza i volumi che registrano l’interesse e la preparazione preliminare per lo studio di campi tematici specifici ma di grande rilievo per la formazione dell’immaginario della modernità culturale e letteraria, come i saggi sui treni, sulla letteratura fantastica e ancora sul sogno. L’attenzione agli aspetti più significativi del moderno è testimoniata anche dall’interesse che Ceserani nutriva nei confronti dei nuovi media, con numerosi volumi dedicati alla fotografia e al cinema.

Alla vastità e importanza dei temi, va aggiunta la grande naturalezza con cui il critico sapeva muoversi attraverso differenti tradizioni culturali. La nutrita presenta di grandi opere di consultazione come dizionari, enciclopedie, manuali specialistici di teoria della letteratura, retorica e stilistica, in lingua inglese, francese e tedesca (con la curiosità di alcuni volumi in giapponese), manifesta l’attenzione al continuo aggiornamento critico nonché il respiro internazionale dello studioso. Anche la collezione, solitamente più in ombra, delle miscellanee di studi in onore e degli atti di convegno illumina il ruolo di Ceserani all’interno di una rete internazionale di insolita ampiezza per un critico italiano: si registrano legami con gli Stati Uniti d’America, con diversi Paesi del Nord (Germania, Svezia, Danimarca) e dell’Est Europa (Romania), con il Giappone. Tabule gratulatorie e inviti a convegni internazionali dicono cioè del numero di rapporti che Ceserani aveva con personalità intellettuali e con istituzioni accademiche globali.

Per quanto concerne il reparto più specificamente narrativo, è riscontrabile anzitutto una forte attenzione ad una letteratura apparentemente periferica come quella Ceca (letta da Ceserani in traduzione) e alla produzione romanzesca in lingua inglese (in particolare degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta del Novecento), per la quale è intuibile un lavoro di ricerca preliminare a proposte di edizione. Un ulteriore aspetto che il Fondo illumina della personalità del critico di Soresina è il suo impegno editoriale. In esso è infatti presente una vasta collezione di volumi Sellerio, documento della sua lunga e proficua collaborazione con la casa editrice siciliana. Infine, l’altro grande ambito di studi di Remo Ceserani, il Cinquecento italiano, è ben presidiato dai volumi (annotati) su Piero di Cosimo e da una serie di edizioni antiche (per lo più settecentesche) dell’Orlando Furioso.

Infine, un accenno alla ricchezza di informazioni che il Fondo custodisce sul modo di lavorare dello studioso. Le annotazioni sui volumi - molto frequenti – consegnano, a chi si accinga a studiare il profilo intellettuale di Ceserani, dati preziosi: sottolineature, glosse a margine, annotazioni su passi di particolare rilievo nelle carte di guardia, circoscrivono con particolare evidenza le aree di maggiore interesse per lo studio del critico (si pensi ad esempio all’attenzione dimostrata ad alcuni aspetti della contemporanea elaborazione teorica, in particolare per il New-Historicism, oppure per specifici temi della tradizione biblica, o ancora per elementi centrali della modernità culturale come il mito del buon selvaggio, indagato in vari volumi e sotto vari rispetti); mentre una serie di fogli volanti, inserti (recensioni o saggi collegati ai volumi) e lettere conservate nei libri e ora catalogate nell’archivio collegato, impreziosiscono ulteriormente il materiale presente in Biblioteca, fornendo un’immagine a tutto tondo della figura di Remo Ceserani. Il Fondo allora non solo arricchisce notevolmente il deposito librario della Scuola Normale, ma consente allo studioso un percorso all’interno della biblioteca di uno dei critici letterari più importanti della seconda metà del Novecento italiano.

[pagina creata: 22-05-2019 - ultima modifica: 02-07-2020]