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Il fondo Michele Barbi

Il Fondo librario appartenuto a Michele Barbi (1867-1941) è pervenuto alla Biblioteca per legato testamentario nel 1942, un anno dopo la morte del proprietario, insieme all'archivio privato (carteggio, materiali manoscritti, estratti e opuscoli, ritagli di giornale) del quale fa parte la ricca collezione manoscritta di canti e melodie popolari, frutto di una capillare raccolta intrapresa dal Barbi, ancora studente, nel 1887.

Dopo essere stato allievo di Alessandro D'Ancona alla Scuola Normale, e dopo la laurea, conseguita con una tesi di argomento dantesco, Barbi ha insegnato dapprima nelle scuole, per approdare finalmente all'insegnamento universitario a Pisa, Messina e Firenze.

I principali oggetti dell'attività scientifica del Barbi si concentrano nella filologia italiana, nelle maggiori figure della letteratura nazionale, Dante in particolare, e nella letteratura popolare. La critica e la filologia dantesche sono forse l'ambito di studio maggiormente rappresentato nel Fondo, ma vi sono riccamente documentati anche tutti gli altri campi d'interesse. La collezione Barbi (in corso di ricatalogazione e ricognizione inventariale) è costituita da circa 4800 opere monografiche e 4130 opuscoli ed estratti rilegati in volumi miscellanei.

Si tratta prevalentemente di edizioni otto-novecentesche, ma non mancano un piccolo nucleo di settecentine e alcuni esemplari di secentine e cinquecentine. Il Fondo è consultabile in sede, ma non è consentito il prestito dei volumi.

[pagina creata: 14-07-2004 - ultima modifica: 26-11-2012]