logo della scuola normale, torna alla home page Centro di calcolo della Scuola Normale Superiore di Pisa
La Biblioteca foto principale
 
catalogo generale
catalogo periodici
Proposte d'acquisto
nuove accessioni
Biblioteca digitale
Archivio Istituzionale
banche dati
Periodici Elettronici
CD-ROM in rete
Altre risorse elettroniche
collezioni
orario e servizi
persone
Storia e Attività della biblioteca
home page
home Scuola Normale
  webmail | mappa | cerca persone

Biblioteca » Collezioni » Archivi e collezioni speciali » Biografia di Truesdell


Biografia di Truesdell

Clifford Ambrose Truesdell III

di Giancarlo Capriz

Clifford Ambrose Truesdell è morto a Baltimora il 14 gennaio 2000, ad un mese dal suo ottantunesimo compleanno (era nato il 18 febbraio 1919), dopo aver sopportato le sofferenze di una lunga malattia, sempre assistito con impegno ed amore dalla moglie Charlotte Brudno. Era professore emerito alla Johns Hopkins University.

Dopo aver ottenuto la licenza dalla Polytechnic High School di Los Angeles, fu trascinato giovincello da una madre competente ed imperiosa in Europa per un impegnativo raffinamento; vi passò due anni. Alla conclusione di quel periodo poteva parlare tedesco, francese e italiano, avendo allo stesso tempo perfezionato la sua conoscenza del latino e del greco antico. Si era anche innamorato di tutti gli aspetti della cultura barocca, un amore duraturo che avrebbe condizionato e illuminato tutta la sua vita, anche nei dettagli della sua routine domestica nel ‘Palazzetto’ che fu la sua dimora a Baltimora (le cene a lume di candela con posate d’epoca; i candelabri e le penne d’oca nello studio; i due clavicembali nel salone; i concerti di Leonard e del gruppo Pro Musica Rara).

Sognò, anche, allora di dedicarsi alla poesia, ma con principi fuori tempo di ritmica e rima; con disgusto per l’estetica prevalente, si rivolse invece verso la scienza e, come è stato detto in un necrologio, ‘poetry’s loss proved to be a godsend for rational mechanics’, quel che perse l’arte poetica si rivelò un dono celeste per la meccanica razionale.

Ottenne i diplomi di B. Sc. (in matematica e fisica) e poi di M. Sc. (in matematica) presso il California Institute of Technology, un Certificate in Mathematics a Brown, il titolo di Ph.D. in matematica a Princeton; contemporaneamente già lavorava prima come assistant e poi come instructor. Dopo il Ph.D. trovò impiego presso il Radiation Laboratory dell’ M.I.T., un impiego abbandonato per diventare responsabile della Theoretical Mechanics Subdivision del Naval Ordnance Laboratory e poi della Theoretical Mechanics Section del Naval Research Laboratory.

Poco più che trentenne divenne professore di matematica alla Università di Indiana a Bloomington; infine, nel 1961, gli fu offerta una cattedra alla Johns Hopkins, una cattedra che volle fosse chiamata ‘of Rational Mechanics’, avendo egli ammirato l’approccio rigoroso alla meccanica che era una evidente tradizione italiana ed avendo ritenuto adatto quel titolo usato allora appunto in Italia.

Ha insegnato a studenti ed ha guidato ricercatori di successive generazioni per quasi quarant’anni, non solo a Baltimora e più generalmente negli Stati Uniti, ma anche un po’ dappertutto nel mondo, principalmente in Europa ma anche in Brasile, Cina, Israele, Messico e Australia.

Si era reso conto, già nel corso dei suoi primi impieghi, quanto incerte fossero le basi dei più recenti sviluppi della meccanica e quanto importante sarebbe stato un riordinamento di quel capitolo della scienza e non solo per amor di logica e di eleganza, ma anche per utilizzazioni in problemi concreti. Era urgente legare, e strettamente, i nuovi sviluppi con i lavori basilari di Eulero, dei Bernoulli, di Lagrange, Cauchy ed altri sapienti dei secoli passati piuttosto che fondarli in modo precario sui lavori di mediocri epigoni. Si impegnò dunque personalmente a cercare e creare quei legami e, con zelo quasi missionario, trascinò altri a contribuire all’impresa. Risalì ai vecchi trattati, non sempre disponibili negli USA e comunque ormai letti da pochi anche in Europa, per interpretarli ed esporne i risultati più significativi nelle notazioni e terminologie ora più correnti in modo da mettere in evidenza allo stesso tempo il ruolo decisivo al momento della scoperta ed il loro durevole valore. Realizzò questo ‘risorgimento’ efficacemente e brillantemente, usando per strumento un inglese ricco, perfettamente adeguato, magari un po’ all’antica. Ammise il latino come lingua accettata per memorie da pubblicare nella Rivista da lui fondata e diretta, l’Archive for Rational Mechanics and Analysis. Scrisse lui stesso lavori in latino; ricordo una nota dell’Archive ‘Solutio generalis et accurata problematum quamplurimorum de motu corporum elasticorum incomprimibilium in deformationibus valde magnis’ ed una memoria negli Atti dell’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna ‘Theoria de effectibus mechanicis caloris pridem ab illustrissimo Sadi Carnoto verbis physicis promulgata, nunc primum mathematice enucleata’.

Fu così trascinato ad un impegno sempre maggiore verso la storia delle scienze esatte; un impegno, come lui scrisse in un titolo, da idiota – nell’accezione greca del termine – insomma da scienziato di professione, non da storico della scienza di professione. Il volume “An idiot’s fugitive essays in the history of science” contiene saggi profondi, basta citare qui quello su Eulero e quello su Newton. Pubblicò anche alcuni scritti polemici contro quelle che riteneva fossero prevaricazioni di professionisti di scienze sociali piuttosto che di scienza tout court.

Il maggiore risultato, di stupefacente profondità ed ampiezza, furono le immense introduzioni (alcune centinaia di paginone) ai volumi dal X al XIII della seconda serie dell’ Opera Omnia di Eulero.

Ma Clifford Truesdell non si è limitato a rileggere i saggi degli autori famosi; ha rovistato biblioteche ed archivi nella ricerca di contributi ritenuti minori o scarsamente apprezzati se non del tutto dimenticati. Citandoli con precisione, vi ha aggiunto critiche e commenti illuminati, acuti, pieni di verve. Dirompenti, ma accuratamente fondate le sue proteste contro l’eccessiva mitizzazione di Leonardo, in particolare contro la acritica attribuzione a Leonardo di osservazioni della natura e di meccanismi già noti almeno ad una ristretta cerchia di artigiani.

Ha anche riscoperto alcune gemme perdute, o quasi, come i grandi lavori di Herapath, Waterstone e Reech; ha rimesso in luce i contributi fondamentali di Piola, da lungo poco letti anche in Italia, attribuendo a quello scienziato italiano dovuta priorità per quanto riguarda alcuni importanti teoremi e definizioni. Di alcuni autori più recenti ha commentato con asprezza la fama ingiustificata.

In collaborazione con Richard Tonpin ha poi raccolto, se necessario chiarito o corretto, criticato, elucidato, completato, esteso tutti i contributi alla ‘Teoria classica dei campi’ degli ultimi trecento anni in un volume dello Handbuch der Physik, un volume che è diventato uno strumento essenziale per tutti i ricercatori in meccanica dei continui.

Quel trattato apparve nel 1960, quando già progettava un secondo volume dello Handbuch sulle ‘Teorie non lineari dei campi in meccanica”, un volume che avrebbe aggiornato il precedente comprendendo i grandi risultati delle ricerche degli anni 50 ed avrebbe fornito la base per tutti gli aspetti che si potevano prevedere allora come augurabili.

Ha coinvolto in questa seconda impresa Walter Noll; l’acuto rigore del coautore assieme alle conoscenze vastissime ed alla prosa elegante del protagonista ha condotto ad una esposizione magnifica, nella quale alla geometria delle deformazioni, alla cinetica delle evoluzioni, al bilanciamento delle interazioni, alle proprietà materiali di corpi semplici e complessi è prestata distinta e consequenziale attenzione creando così un trampolino ben articolato per lo sviluppo della meccanica dei continui negli ultimi tre decenni del secolo appena chiuso. Questo secondo volume è apparso nel 1965.

Clifford Truesdell si è costantemente preoccupato delle dighe che ben piazzate, ma senescenti ‘autorità’ avrebbero potuto innalzare contro lo straripare di nuove idee. Si è reso conto che era indispensabile disporre di una nuova rivista, severa nella scelta dei contributi ma, per altro verso, completamente spregiudicata; già in Indiana era stato co-fondatore e co-direttore del Journal of Rational Mechanics and Analysis (1952-56). Abbandonata quell’impresa, sentendovisi un po’ costretto, ha fondato da solo, e diretto, come si è detto, una nuova rivista (dal 1957), con la quale poteva realizzare i suoi ideali di perfezione (fino a quelli nella scelta della composizione tipografica): l’Archive for Rational Mechanics and Analysis. L’Archive è divenuto subito il garante di qualità nel campo; i giovani ricercatori hanno da allora aspirato a pubblicarvi i loro migliori risultati quale distintivo del loro ingresso in un club elusivo di perfezionisti.

Alcune delle regole, per Truesdell irrevocabili, nello studio della storia della scienza erano lontane da standard stantii; rendendosene conto, decise di offrire un foro per i colleghi di opinioni concordi alle sue. L’Archive for the History of Exact Sciences cominciò così ad apparire nel 1960, imponendo ai contributi la più alta qualità in contenuto e forma. Quando l’Unione Matematica Italiana decise di fondare una nuova rivista di Storia della matematica, accettò subito l’invito a partecipare al comitato di redazione; ha mantenuto quell’impegno fino alla morte, con costanza.

Clifford Truesdell è stato l’editor di altri volumi dello Handbuch der Physik (oltre ai due già citati), è stato il responsabile di due collane di Springer e membro di molti altri Comitati di redazione (in Italia, ad esempio, di MECCANICA e degli Annali della Scuola Normale Superiore).

Tre capitoli della filosofia naturale erano apparsi a Truesdell come particolarmente ‘in sofferenza’ e bisognosi di una revisione: la teoria delle miscele, la termodinamica e la teoria cinetica dei gas, quest’ultima per quel che poteva fornire di base alla gasdinamica.

Dunque si impegnò a riallacciare i fili verso i contributi dei grandi del passato, ripulendo le esegesi recenti piuttosto confuse e creando anche qui un trampolino per sviluppi futuri. Qui gli ostacoli per un chiarimento e per una convalida sono ben maggiori; forse ci mancano ancora gli strumenti matematici adatti. Comunque egli riuscì a delimitare per ciascun capitolo una piattaforma certa, a provare alcuni teoremi di fondo, ad aprire la strada per ulteriori contributi. Colse il destro per esercitare il suo acuto umorismo commentando la Storia Tragicomica della Termodinamica (1980); risuscitò (1977) i fondamenti rigorosi proposti da Reech per la teoria delle macchine a vapore di Carnot, si provò a proporre una Termodinamica Razionale, chiamando anche in suo aiuto molti colleghi ad una seconda edizione (1984); furono così aperte più prospettive di quanti siano stati i problemi risolti. Cercò in quel trattato di catturare lo ‘spiritello elusivo’ chiamato entropia, con successo solo parziale. Espose la teoria cinetica di Maxwell, entro limiti stretti (un unico gas monoatomico) ma che consentono una trattazione rigorosa ed offrì indicazioni per una termodinamica estesa. Avanzò una proposta per una teoria razionale delle miscele, in italiano, negli atti del Simposio Archimedeo (1961), suggerendo di affidarne le fondamenta ad alcuni principi metafisici capaci di discernere tra ambiguità e sciogliere dispute (anche se invece ne generarono di nuove).

Fu il cofondatore della Society of Natural Philosophy e vi ebbe ripetutamente incarichi, contribuendo all’organizzazione di numerosi incontri. Stabilì regole per il governo della società, regole che sembrano ora paralizzanti; le volle per evitare che soci invecchiati vi esercitassero eccessivo potere.

Clifford Truesdell ha ricevuto molte onorificenze: i dottorati honoris causa del Politecnico di Milano (1965), delle Università di Tulane (1976), Uppsala (1979), Basilea (1979) e Ferrara (1992), la medaglia Bingham (1963), il premio Panetti (1967), il Premio Birkhoff (1978), due volte la medaglia Eulero dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica (1958, 1983), l’ordine del Cherubino (1978). Fu membro di molte accademie: Accademia di Modena (1960), Académie Internationale di Histoire des Sciences (1961), Istituto Lombardo (1968), Istituto Veneto (1969), Accademia delle Scienze di Bologna (1971), Accademia dei Lincei (1972), Académie Internationale de Philosophie des Sciences (1974), Accademia di Torino (1978), Academia Brasileira des Ciencias (1981), Regia Societas Scientiarium Upsaliensis (1987).

E’ impossibile, in un breve necrologio, descrivere adeguatamente le qualità personali di Clifford Truesdell. Basti almeno ricordare la sua illuminata generosità verso tutti i bisognosi d’aiuto accademico; la prodiga ospitalità al Palazzetto (in questo l’intervento della signora Truesdell era essenziale, naturalmente), il suo sostegno senza riserve per rendere i contributi agli Archive corretti e del tutto adatti, la sua benefica severità nel giudicare saggi di valore dubbio (ed ancora qui va ricordata l’assistenza editoriale della signora Truesdell).

Sopra l’ingresso del Palazzetto i coniugi Truesdell vollero che campeggiasse il motto STRUIMUS. Quel motto appare ora anche nella sala di Storia della Scienza della Biblioteca della Scuola Normale, dove è ospitata la raccolta di preziosi volumi graziosamente donata dalla signora Charlotte Truesdell. Qui il motto indica ora un impegno della Scuola a contribuire al proseguimento delle attività di studio e di ricerca tanto efficacemente promosse da Clifford Ambrose Truesdell.


   Archivio Salviati
   Archivio Storico della Scuola Normale Superiore
   Archivio del Collegio Puteano
   Archivio di Delio Cantimori
   Archivio di Manfredi Porena
   Archivio di Ernesto Sestan
   Archivio di Pietro Silva
   Archivio di Roberto Vivarelli
   Pubblicazioni
 
   Legato testamentario Fondo Barbi (PDF)
   Inventario SNS (PDF)
   Eugenio Garin descrive la sua biblioteca (PDF)
   Biografia di Truesdell (PDF)
 

Info e segnalazioni:
Raffaele Giampietro
Direzione
tel. +39 050509289
email: r.giampietro@sns.it

Barbara Allegranti
tel. +39 050-509703; 050509777
email: b.allegranti@sns.it

Stefano Pieroni
tel. +39 050509046
E-Mail s.pieroni@sns.it

Maddalena Taglioli
tel. +39 050509047
E-Mail maddalena.taglioli@sns.it